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    Storia






























 

Il Convento di Sant’Elia a Pianisi ha festeggiato nel 2004 quattrocento anni di vita, ma conserva soprattutto il ricordo di due straordinarie santità: quella di Padre Pio che qui trascorse il periodo conventuale più lungo della sua vita ( esclusa la permanenza a San Giovanni Rotondo ) e quella di Padre Raffaele - un frate cappuccino di cui è in corso il processo di beatificazione - che a Sant’Elia nacque e che fu per lui esempio di vita monastica e spirituale.

La posa della prima pietra del Convento avvenne nel 1604 e la costruzione fu ultimata nel 1631, mentre la sua chiesa venne consacrata nel 1690. Inizialmente composto di sedici stanze, fu progressivamente ampliato ed ammodernato, soprattutto per venire incontro alle esigenze conventuali e popolari, essendo destinato a luogo di studio delle decine di giovani che qui erano inviati a frequentare il ginnasio per prepararsi alla vita cappuccina.

Il convento di Sant’Elia e la sua chiesa conservano tesori artistici di rara bellezza: qui infatti hanno lasciato opere pregevoli artisti molisani di valore come Paolo Gamba, Amedeo Trivisonno e Leo Paglione.

Nel refettorio infatti sono conservate “L’ultima Cena” e “L’Annunciazione”, due tele del XVIII secolo attribuite a Paolo Gamba e recentemente oggetto di un sapiente restauro che le ha riportate ad un superbo splendore.

Nella Chiesa conventuale attirano l’attenzione il complesso ligneo dell’altare maggiore ed il polittico - realizzato nel 1741 da fra Bernardino da Mentone e restaurato nel 1964 - che contiene tele di stile caravaggesco attribuite pressoché unanimemente a Paolo Gamba.

Il Convento di Sant’Elia a Pianisi subì la chiusura che toccò nel 1866 a tutti gli edifici di culto in applicazione della legge del Regno d’Italia sulla soppressione degli ordini religiosi. Messo all’asta, rischiò di scomparire, ma venne riscattato nel 1896 da un benefattore, Colavita Pasquale, tornato dall’America, che poi divenne Frate col nome di fr. Fedele che lo donò ai Cappuccini: da quel momento riaprì le sue porte accogliendo schiere di chierici e frati.

Il 25 gennaio 1904 varca la soglia anche fra Pio da Pietrelcina che nel “professorio” di Sant’Elia inizierà la sua formazione, studiando la “retorica”, cioè il ginnasio, e poi la “filosofia”.

Gli anni di Padre Pio a Sant’Elia a Pianisi saranno decisivi per la sua maturazione spirituale ed il Convento diventerà il testimone della professione solenne dei voti che Padre Pio qui pronuncia il 27 gennaio 1907, legandosi per sempre agli ideali francescani di povertà, castità ed umiltà, viatico fondamentale del suo cammino verso la santità.

Il Convento di Sant’Elia a Pianisi tornerà comunque ad essere tra qualche mese esattamente quello che Padre Pio vide al suo arrivo. Con uno stanziamento di circa due milioni e mezzo di euro saranno riportati alla luce o riprodotti i locali di un tempo, conservando le due camere che ospitarono Padre Pio e Padre Raffaele e nelle quali sono perfettamente custoditi i letti, gli arredi, gli abiti ed alcuni paramenti da essi indossati.

Ma la novità più grande sarà rappresentata dalla creazione all’interno del Convento di un vero e proprio “Museo di Padre Pio” che inserirà Sant’Elia a Pianisi nell’Itinerario dei Conventi di san Pio, un percorso lungo il quale, dalla Puglia alla Campania ed al Molise, si avviano fedeli sempre più numerosi e comitive sempre più folte di devoti del santo di Pietrelcina.