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  itinerario: Sant'Elia a Pianisi - San Giovanni Rotondo - Monte Sant'Angelo
     
  distanza: 156 Km
   
 
partenza Sant'Elia a Pianisi
0 Km
tappa n° 1 San Giovanni Rotondo
Km 113
tappa n° 2 Monte Sant'Angelo
Km 155,5
     
     
     
     
   
 
  Tappa n° 2 | Monte Sant'Angelo
   
  Santuario
  Santuario di San Michele Arcangelo

71037 Monte Sant'Angelo (FG) - Italy
Tel. +39 0884 561150
Fax +39 0884 561150
 
   
  Altri luoghi da visitare
  Grotta di San Michele Arcangelo


 
   
  Castello Normanno-Svevo-Aragonese


   
  Poco lontano dalla grotta di San Michele si erge la mole gigantesca ed irregolare del castello munito di solidi bastioni d'epoca diversa e dominato dalla poderosa Torre dei Giganti di forma pentagonale, alta 18 metri e con mura spesse 3,70. Le prime testimonianze sulla sua edificazione risalgono ai tempi di Orso I, vescovo di Benevento; con l'avvento dei Normanni, divenne la dimora dei principi dell'Honor Montis Sancti Angeli ed appartenne a Rainulfo, conte di A versa, quindi a Roberto il Guiscardo, cui si deve la Sala del Tesoro. Notevole importanza assunse sotto Federico II, che provvide a restaurarlo ed a fame la residenza di Bianca Lancia; alla morte dell'imperatore passò a Manfredi, poi a re Corrado e, infine, al gran camerario Maletta.
Gli Angioini l'adibirono a prigione di stato: famose sono rimaste le detenzioni di Filippa di Antiochia, principessa sveva, che vi morì nel 1273, e quella della regina Giovanna, qui assassinata nel 1382; al contrario i principi durazzeschi, loro cugini, quando gli contesero il regno, lo scelsero come quartiere generale, e, poi, lo abitarono abitualmente: vi vide, infatti, la luce Carlo III di Durazzo. Toccò, però, agli Aragonesi riportarlo all'antica magnificenza: Ferdinando costruì, nel 1491, le torri circolari del lato sud e, nel 1493, provvide anche a fare restaurare il torrione a forma di carena di nave.
Per poco più di un ventennio, dal 1464 al 1485, appartenne all'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg; nel 1497 a Con salvo di Cordova e verso la metà del XVI secolo ne entrò in possesso la fami glia Grimaldi sino alla fine del '700, quando Ferdinando IV di Borbone lo donò al cardinale Ruffo. Attualmente l'edificio, oggetto di efficaci interventi di restauro, è proprietà del Comune di Monte Sant' Angelo.
 
   
  Santa Maria Maggiore


 
   
  Museo di Arti e Tradizioni Popolari
del Gargano

 
   
  Link utili
  www.comune.monte-sant-angelo.fg.it
 
 
 
 
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